Napoli Monumentale

La bianca Chiesa neoclassica di San Francesco di Paola, con il suo colonnato che ti avvolge e ti abbraccia, e il Palazzo Reale, con i suoi archi in piperno grigio, sono i due monumenti che caratterizzano Piazza del Plebiscito. Con la loro mole imponente, appaiono come due giganti che si fronteggiano, memorie a guardia del tempo in cui Napoli fu una capitale.

Il Teatro San Carlo, voluto da re Carlo di Borbone e collegato direttamente al Palazzo Reale, è lì a ricordarci di quanto la musica, allora come oggi, sia centro e fondamento di una città nata per celebrare Partenope, la vergine che incanta con la sua voce.

Alle spalle dei giardini reali un ponte conduceva al Maschio Angioino che ci riporta con la memoria al tempo in cui Napoli venne scelta come capitale dai Francesi. L’arco in marmo del castello, che poi verrà detto “nuovo”, ricorda invece il trionfo degli Aragonesi sugli Angioini e del Rinascimento sul Gotico. Di fronte l’arco, dove un tempo c’era un quartiere medioevale, oggi ammiriamo la Galleria Umberto I che, con i suoi stucchi e la svettante cupola in ferro e vetro, ricorda l’ascesa della borghesia sul finire dell’Ottocento. La Galleria si apre su via Toledo dove i nobili avevano i loro palazzi e a “guardia” delle loro spalle la scacchiera dei quartieri spagnoli.

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