Dormi in silenzio, tu, nel tufo, tra antri profondi di umano e divino.
Dormi tu, con un braciere spento tra ginestre ed allori, panta dei “sommi“. Qui è il tuo spirito, non il tuo corpo, Virgilio, poeta e “mago“.
“Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope…“
E Partenope realmente ti “tiene”, ti “conserva” proteggendoti con amore ed preservandoti dal crudele oblio del tempo.
La bella sirena, circondata da animali marini e tra dolci zampilli sta lì, nella grande fontana ai piedi del tufo dove tu, poeta, riposi.
Lei è la tua balia, forte, generosa. Braccio alzato. Indomita “Marianna” dai lunghi capelli e dal corpo squamoso.
Nessuno ti toccherà, Virgilio!
A pochi passi da Partenope c’è anche il suo mare perché è lì che lei, disperata, si è lasciata morire.
In quelle acque il suo sepolcro: un castello di tufo che è stato scoglio. È qui che le onde hanno deposto il suo corpo.
Anche qui il tuo spirito. Non il tuo corpo.
Da una grotta di tufo al mare.
Tre luoghi:
La tomba di Virgilio
La fontana di Partenope.
Il castel dell’Ovo.
Tre luoghi di storia.
Tre luoghi di memorie e leggende.
Tre luoghi d’amore senza “materia” ma “spirito“.
Quello resta.
Napoli è capace di “eternizzare” e trasformare la “fantasia” in realtà.
Cantava Virgilio.
Cantava Partenope.
E risuonano, come una lira, le onde del mare infrangendosi sulla fortezza gialla senza lasciarsi intimidire da quei cannoni minacciosi sulle terrazze ovoidali.
Canta Napoli mia.
Canta anche tu come Virgilio e Partenope.
Raccontala questa tua storia gloriosa.
Sappi tenere anche tu il braccio alzato con orgoglio e coraggio come fa la tua Sirena.
Canta Napoli e rispecchiati sempre nell’azzurro infinito del tuo mare dove “il naufragar c’è dolce…“!!














