Ho imparato che in spagnolo si dice cinta mecánica.
Ecco, questa cinta mecánica ha una funzione importante.
Ti trasporta.
È il tuo Caronte e non devi né morire né pagare.
Ti traghetta da una parte all’altra.
Non treno ma tappeto di ferro che cammina per te e tu puoi fermarti.
Non sei tu a camminare. Non sei tu ad “andare”.
Deleghi.
Lo fa lui per te ed hai qualche minuto di nulla, di vuoto totale che, ogni tanto, pur ‘nce vó int ‘a vita.
Ma perché vedo gente camminare o correre sopra questo tappeto così “generoso”? Non hanno capito che lui è un aiutante silenzioso? Sta lì per te!
Un tappeto che non è volante ma mobile a terra.
E che, quando vuole, collabora con le sue infaticabili amiche: le scale mobili. Loro forse sono ancor più utili perché salgono e scendono, salgono e scendono e ti aiutano a guardare da “altre prospettive”, un po’ come le montagne russe ma loro ci vanno piano.
È l’elogio della lentezza metropolitana.
È il mio “vuoto totale” mattutino.
Pensieri leggeri trasportati da un tappeto mobile.
Cinta mecánica, te doy la gracia.
Cioè: t’anna benedicere!







