Di che colore è un miglio? Si, avete capito bene, di che colore, non “a quanto corrisponde un miglio?”… E la risposta esatta è: d’oro.
Sto parlando di quella striscia di terra fatta di ville e palazzi nobiliari ai piedi del Vesuvio macchiate di verdi parchi e giardini pensili che si dividono la scena con l’odioso, disordinato cemento nella zona vesuviana.
In teoria quelle ville le conosco tutte…di fatto neanche una!
E così oggi decido di fare l’ esploratrice per andarne a scoprire una: Villa Campolieto.
Arrivo e i miei occhi e la mia bocca sono già irrimediabilmente spalancati. E’ lei, la riconosco, tonda e gialla, porticata e affrescata con larghe scale in piperno.
Mi è sembrata da subito un anello luccicante incastonato al dito del vulcano… “Campo-lieto” !
Ora capisco il perché del suo nome… !
Le sale, grandi spazi vuoti senza una precisa identità, sembrano un labirinto di colori diversi, finestre, affreschi e luce… Tanta luce!…
Ci si sente un po’ disorientati difronte ad una tale bellezza totalmente priva di visitatori.
Nessuno!
A parte me e le mie tre compagne d’avventura, gli unici con cui possiamo “conversare” sono quei “signori” affrescati in una grande sala dove in un enorme giardino sembrano muoversi giocando a carte, servendo del tè, suonando musica; sembra che si divertano, sono cordiali, ci offrono da bere, ci spiegano perché ci troviamo in una sala dal soffitto crollato… Ce lo dice un amabile signore che è da secoli immobile su quella parete, sua felice prigione.
E’ lui che, con grande erudizione, guardando verso l’alto, ci indica qualcosa con la sua lente di vetro.
Vetro per vetro, notiamo da una finestra un enorme parco verde. È il parco della villa Favorita… Si… la preferita del re, peccato che oggi sia caduta in disgrazia, crollata, abbandonata, affidata alle mani poco sapienti di chi neanche sa che un tempo era “Lei” la più bella…
Ma qualcosa di quell’antica bellezza resiste: il suo parco protetto da un lato dai casini reali con finestre arcobaleno, dall’altro lato è protetta dal mare. La natura vince sempre e sopravvive nonostante tutto!
Sopravvivono anche le antiche scuderie che emanano oggi l’aroma del caffè, altro che stalle, zoccoli o rumore di cavalli! Fuori c’è scritto “la bellezza salverà il mondo“… E se fosse il mondo a salvare la bellezza? In fondo è semplice, basta caricare nel proprio zainetto, rispetto per le cose e le persone, amore, passione, curiosità, voglia di conoscere, imparare, indossare occhiali privi di filtro per vedere la realtà così com’è (fondamentale!), essere possibilmente sempre in buona compagnia…. et voilà, siete pronti per “esplorare” con animo sereno e cuore lieto…
E il viaggio sarà infinito, più lungo di un miglio e sempre di color oro..















