Avete mai toccato il cielo con le dita? Io si. Cioè, quasi, e l’ho fatto salendo su un “tetto reale” della mia città, o meglio, un sottotetto.
Un’opportunità avuta grazie alle aperture straordinarie del Belvedere e dei sottotetti del Palazzo Reale di Napoli.
Un altro luogo segreto “svelato” e finalmente fruibile grazie ad accurati restauri avviati già dal 2020 dal Ministero per i Beni e le attività culturali.
I sottotetti in questione sono quelli che consentono di raggiungere il lato sud del Palazzo Reale, quello che affaccia sull’attuale Via Acton che, ancora alla fine dell’800, neanche esisteva!
Attraverso strette scale ed elmetto in testa, ci si ritrova a camminare tra capriate lignee e di cemento, proprio al di sopra delle stanze reali e del famosissimo Teatrino di Corte. Qui ci sono delle enormi capriate palladiane di castagno con rinforzi di cerchiaggio in fibra di carbone sopravvissute, miracolosamente, dopo i drammatici bombardamenti del ’43. Quegli stessi bombardamenti che distrussero, infatti, gli affreschi originali del De Dominici con le scene di Nettuno ed Anfitrite e ripristinati successivamente, da Francesco Galante, solo grazie a stampe antiche ed incisioni settecentesche!
Nei sottotetti, si possono notare anche conci di tufo, pietre vesuviane o di Lipari (non si sa con certezza!) ma, ciò che è certo, è che qui non c’è materiale infiammabile ed i pavimenti erano stati progettati addirittura con una maggior pendenza, rispetto a quella odierna, proprio per fare depositare e poi far fuoriuscire l’acqua dai tetti. Si mantenevano così più freschi gli ambienti sottostanti soprattutto nei mesi estivi!
Uno dei luoghi più affascinanti che si può raggiungere attraverso questi stretti camminamenti, è quello in cui c’è l’orologio. Dalla Piazza del Plebiscito lo si vede sempre, nella torretta centrale, perfettamente funzionante! Ogni 15 minuti suona fino a sera. Oggi il suo meccanismo è elettrico ma le lancette sono quelle originali ed ha, questo “oggetto del tempo”, il privilegio di essere, assieme a quello del Quirinale, tra i più antichi ancora funzionanti in Italia!
Da questi sottotetti pieni di capriate, esiste anche un passaggio segreto che conduceva direttamente al Real Teatro di San Carlo. Uno e sicuramente più di uno: luoghi misteriosi ed inaccessibili, ancora in fase di studio.
Proseguendo lungo il percorso, superate delle antiche botole utilizzate dalla servitù per “smontare” all’occorrenza le stanze dei Re, si giunge finalmente nel punto più alto: il Belvedere. Eccolo il cielo che si tocca con le dita! Siamo a circa 70 metri di altezza dalla sottostante Via Acton!
Una spettacolare architettura neoclassica realizzata all’epoca del Re Ferdinando II di Borbone dall’architetto Gaetano Genovese (1837).
Stile neoclassico, tre grandi serliane, colonne capitelli e marmi bianchi per un effetto scenografico unico!
Siamo sopra ai giardini pensili del Palazzo Reale in una posizione dominante sul golfo.
Da qui si vede il Porto, il Vesuvio, la Penisola sorrentina e Capri.
E proprio qui, come confermano i documenti, sia Ferdinando II sia Francesco di Borbone, accomunati dalla stessa passione per l’astronomia, pare avessero l’abitudine di salire di notte per scrutare il cielo con un cannocchiale.
Sul soffitto erano accesi sempre due bracieri affinché anche le navi vedessero da lontano che da qui il cielo si scrutava, sì, con un cannocchiale, ma si toccava davvero con le dita!

















