Una villa Svizzera ma sta a Ischia, nel comune di Lacco Ameno che poi sta attaccato a Casamicciola quello che “terremoti e alluvioni”.
Quanto sono brutte le etichette!
In una villa Svizzera con genitori, zii e amici. Come quando ero piccola, solo che qualcuno ormai non c’è più.
Ma siamo qui anche per loro.
Dopo tanti anni trovi lo stesso personale in hotel che è, ormai, membro di famiglia ad honorem. Sono gli stessi camerieri che attendono mamma per farla sedere, accompagnarla a braccetto e che strizzano l’occhio quando devono portare meno dolce perché poi il diabete. Camerieri col sorriso che ti procurano il latte “Alpro a mandorle senza zucchero” per non fartelo portare da casa come ti vedevano fare l’anno prima.
Quando esci da quest’hotel, trovi sempre il fungo di Lacco Ameno perché noi abbiamo il Vesuvio ma loro questo scoglio in mare che pure viene da un vulcano ed è una vera star.
Da un lato il mare, dall’altro il Monte Epomeo, verde ed irraggiungibile perché li in cima ci arriva solo chi fa trekking e ten vent’anni!
Epomeo sei bello, bellissimo ma da lontano, stai bbuon aro’ stai!
Il corso di Lacco Ameno l’abbiamo percorso tante volte. Quest’anno dividendo una carrozzina per due e così mamma e zia sono riuscite a vedere la chiesa di Santa Restituta, quella Santa in ceramica che mamma saluta ogni volta che passa accanto alla nicchietta nel giardino dell’ hotel.
Ho scoperto che, oltre a Lei, patrona indiscussa, c’è anche la Madonna dei Sette dolori. (Ce ne fosse una che ride! Ten raggion Luciano de Crescenzo!). Il giovedì Santo esce di notte e attraversa i vari comuni. Peccato che gli ischitani non sappiano aro’ stia e così, come Dora l’esploratrice, ho fatto una lunga caccia al tesoro girando diverse chiese e tentando, in ultimo, con la chiesa madre a Casamicciola quella di Santa Maria Maddalena n’gopp a un cucuzzolo di montagna. Risultato? Uno scarpinetto a piedi sott’ o sole per 20 minuti e la chiesa…chiusa! Della Madonna dei Sette dolori mi resterà il desiderio di vederla e… il ricordo ro scarpinetto! Ma Lei avrà apprezzato la mia devozione e l’offerta dell’ottavo dolore: ‘o mio!
Ho fatto assaggiare uno yogurt gelato da favola in quel di Lacco Ameno ai miei genitori e ai miei zii, sotto al sole e sempre con la carrozzina per due, ma fa niente. “Se bello vuoi apparire molto devi soffrire”, che è un altro detto ma infondo e’ la stessa cosa del chi non risica non rosica! Ho fatto “risicare” anche mamma facendole mettere i piedi in acqua a mare. Non è stato facile, c’erano scalette e gambe immobili ma lei ha detto “si”, come l’uomo del Monte e ce l’abbiamo fatta!
Il mare lo abbiamo respirato.
Ascoltato.
Accarezzato.
Salutato.
Au revoir …omaggio ai 30 belgi che hanno occupato mezz’hotel p’e nu matrimonio e al cui saluto noi “Viva De Bruyne”! E Forza Napoli!🤣

















