Vedo un tram giallo in salita.
“A streetcar named desire”.
Il desiderio è di mia figlia: il Portogallo
Scopro Lisbona e ho vinto la paura di volare.
Qui ci sono marciapiedi con mosaici di pietre bianche, grandi piazze ed il rio Tago.
Lui me lo ricordo bene insieme all’ Ebro, al Duero, al Gaudiana e al Guadalquivir.
Gli unici fiumi che abbia mai memorizzato!

Lisbona mi ha accolto cosi: nel bianco, nel rio, nel pastel de nata e tra le braccia del Cristo Rei “os bracos de Portugal e o melhor mirador sobre Lisboa”. È simile a quello di Rio de Janeiro, certo, più piccolo, ma sono pur sempre 28 metri di statua e 82 di base! “Um refugio seguro da vida y principalmente na hora da morte”.
Ho visto Sintra ed Aveiro. Anche qui c’è una piccola Venezia tra case colorate e barchette dei moliceiros.


Con queste barchette di legno colorate un tempo raccoglievano alghe, oggi “raccolgono” turisti e li fanno passare sotto ponti con nastri colorati.
Sono i nastri dell’amore. Noi i catenacci loro i nastri…molto più green.
Ad Aveiro ho visto l’Oceano. Quello Atlantico, quello che vedi solo scritto bello tondo tondo in grassetto sulle carte geografiche e che ti dicono che è ghiacciato.


Io ci sono entrata dentro. Con i piedi e col cuore.
L’oceano è freddo davvero ma qui, trascinata dal vento, ho aperto le mie braccia e ho provato a volare sentendo la libertà.
L’ho fatto qui e a Finisterre ai piedi del faro dove forse davvero finisce il mondo, dove c’è il Km 0 del Cammino di Santiago e dove la conchiglia gialla ti dice che ce l’hai fatta”!
Non ho barato. Il cammino di Santiago l’ho fatto un po’ anche io. Ho percorso un piccolo tratto del cammino francese. Me lo sono scelto bene: il cammino francese è tra i più antichi e popolari del medioevo! Dalla Francia ci volevano mesi, io, dall’albergo, ho impiegato giusto qualche ora e le conchiglie dorate, lungo il cammino, mi hanno indicato la via.
Ho incontrato Santiago a Compostela che poi significa campo di stella. Santiago è il nostro San Giacomo, il Maggiore, quello che aveva predicato in Galizia e ci è tornato, con le sue ossa, portate dai discepoli Teodosio e Attanasio. Era il suo desiderio.
Ho abbracciato il Santo toccando la sua corazza d’argento in una cappella d’oro. Sono salita dietro l’altare come i tanti pellegrini carichi di zaini e conchiglie. Il “botafumeiro”, quello famoso, l’ho visto davanti a lui anche se il fumo non lo buttava.
Prima di Lui ho incontrato la Madonna di Fatima a Fatima ma lì c’era più silenzio e più incenso.
La sua chiesa ha un enorme piazzale ed un campanile con una corona. “La bianca Signora”, dall’altare, veglia sui fedeli e sulle tombe dei tre “pastorinhos” Giacinta, Francisco e Lucia.
Dietro la Madonnina, fiori freschissimi donati a ripetizione ed una pira di fuoco che mai si spegne. Brucia con le candele ed i ceri dei fedeli che da Lei arrivano camminando in ginocchio.
Fatima era un sogno ed ho portato qui con me tutti i miei cari mentre le campane suonavano.
L’ultima tappa è stata Porto e Porto mi ha ricordato Napoli accendendo, come sempre, la mia nostalgia che poi è come la “melancolia”.
Stradine strette, chiese, colori, librerie in legno intarsiato e vetrate liberty, poi musica, mandolini e Fado.
Turisti ovunque.
Una via di azulejos dedicata a Santa Catarina sembrava via Toledo con bar e caffetteria eleganti.
Porto ha anche molta miseria e “invisibili” nascosti tra i cartoni.
La vera faccia del Portogallo, del mondo…della vita.
Sotto la Cattedrale, lui non lo sa, ho adottato un giovane. Non lo dimenticherò mai più. Lo porto con me.
Ho mangiato francesinha, polvo lagareiro, bacalau a bras e trippa…quella che mai ho osato assaggiare a Napoli! Ma i portoghesi li chiamano tripeiros e quindi andavano omaggiati!
Siamo stati capaci di fare chilometri in salita e discesa per assaggiare il loro famoso vino e sono diventata un’esperta di Porto Ruby, White e Tawny invecchiati di 10, 20 e 30 anni!
La Ribeira poi con i suoi 6 ponti sul Douro è un altro luogo incredibile: barche, metro, teleferiche funicolari e…elicotteri!
Un caos, come Napoli, ma tutto è, anche qui, un “equilibrio sopra la follia”.
Lisbona
Sintra
Coimbra
Aveiro
Fatima
Santiago de Compostela
Porto.
Un sogno portoghese.
Quello di mia figlia.
Ma sin prisa.
Eu ando a gas.

































